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leggerezza del blog
30 maggio 2009
Un discorso sul futuro

Parte dal ridurre il più possibile le omissioni fatte a proposito del presente. Serve di sicuro un enorme riflessione su ciò che ci separa dal giusto anche quando lo conosciamo. Il salto che non riusciamo a fare, anche quando è chiaro che è l'unica via da percorrere, per il nostro bene.



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17 maggio 2009
Una cultura davvero alternativa

Dei tanti modi di impostare un'opposizione culturale convincente, alternativa, incisiva, di sicuro il PD ha scelto il peggiore: commisionando alla stampa amica una campagna sulle donnine del presidente. Complimenti vivissimi.




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17 maggio 2009
Per uscire dal guscio




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17 maggio 2009
Già
E' passato tanto tempo.



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12 gennaio 2009
Un Rom al grande Fratello
Dopo Luxuria sull'Isola dei Famosi, il Grande Fratello rilancia e seleziona un rom tra i concorrenti. Però non ditemi che questo possa avere a che fare con una battaglia per i diritti perchè vi rincorro.



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POLITICA
12 gennaio 2009
La "tassa sul negro"
Dobbiamo dare visibilità anche qui alla stupidaggine della tassa sugli immigrati? In realtà quella tassa già c'è: alla Lega non interessa tanto che i suoi provvedimenti vadano in porto, l'obiettivo è far parlare di sè, aumentare il consenso su un approccio barbarico al problema, guadagnare ancora voti per le prossime elezioni: si chiama demagogia e non porta lontano.

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POLITICA
12 gennaio 2009
Finchè non trabocca
La soluzione di Maroni all'incremento degli sbarchi a Lampedusa è attendere che l'isola esploda.

Dopo le notizie di nuovi sbarchi ha anche confermato che chi arriva a Lampedusa resterà sull'isola e non sarà trasferito in altri centri d'Italia anche se ormai la capienza è stata superata.


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SOCIETA'
12 gennaio 2009
Cadere alle porte dell'Europa


Al di là di quello che appare dalle cronache televisive, sono molti coloro che nella speranza di riuscire ad entrare in Europa ci lasciano le penne. Almeno a me sembrano molte le 1235 vittime del 2008 rilevate da Fortress Europe, più della metà in Sicilia.

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DIARI
10 gennaio 2009
Come da bambino


Non vedevo l'ora che uscisse il nuovo romanzo di Claudio Morici. Finalmente l'ho potuto avere tra le mani. :)



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SOCIETA'
9 gennaio 2009
Prossimo
Per ricapitolare cosa ci aspetta in questo mese, nella settimana del 20 gennaio - non manca molto - va in votazione il Pacchetto Sicurezza, quella serie di norme mal orchestrate in cui a mio avviso sono messe in discussione alcune acquisizioni fondamentali in materia di libertà. Massima sorveglianza, perchè da queste parti proveremo a spiegare, raccontare, con la passione e l'impegno di sempre.

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POLITICA
9 gennaio 2009
Liberare i palestinesi da Hamas
Un po' di chiarezza è fatta da Bernard Henry-Levy sui responsabili della situazione di Gaza. In sintesi dice che occorre "liberare non solo Israele, ma i palestinesi, dall'oscura influenza di Hamas".

Non essendo un esperto militare, mi astengo dal giudicare se i bombardamenti israeliani su Gaza potevano essere più mirati, meno intensi. Poiché da decenni non sono mai riuscito a distinguere fra morti buoni e cattivi o, come diceva Camus, fra «vittime sospette» e «carnefici privilegiati», sono evidentemente sconvolto, anch'io, dalle immagini dei bambini palestinesi uccisi. Detto questo, e tenuto conto del vento di follia che, una volta di più, come sempre quando si tratta di Israele, sembra impadronirsi di certi mass media, vorrei ricordare alcuni fatti.

1) Nessun governo al mondo, nessun altro Paese se non l'Israele attuale, vilipeso, trascinato nel fango, demonizzato, tollererebbe di vedere migliaia di granate cadere, per anni, sulle proprie città: in questa vicenda, la cosa più sorprendente, il vero motivo di stupore non è la «brutalità» di Israele, ma, letteralmente, il fatto che si sia trattenuto così a lungo.

2) Il fatto che i Qassam di Hamas, e adesso i suoi missili Grad, abbiano provocato così pochi morti non prova che siano missili artigianali, inoffensivi o altro, ma che gli israeliani si proteggono, vivono rintanati nelle cantine dei loro edifici, nei rifugi: un'esistenza da incubo, in sospeso, al suono delle sirene e delle esplosioni. Sono stato a Sderot, lo so bene.

3) Il fatto che le granate israeliane facciano, al contrario, tante vittime non significa, come sbraitavano i manifestanti dello scorso week-end, che Israele si abbandoni a un «massacro» deliberato, ma che i dirigenti di Gaza hanno scelto l'atteggiamento inverso, di lasciare quindi le loro popolazioni esposte: una vecchia tattica dello «scudo umano » che fa sì che Hamas, come Hezbollah 2 anni fa, installi i propri centri di comando, i depositi d'armi, i bunker nei sotterranei di abitazioni, ospedali, scuole, moschee. Tattica efficace ma ripugnante.

4) Fra l'atteggiamento degli uni e quello degli altri esiste comunque una differenza capitale che non hanno diritto di ignorare coloro che vogliono farsi un'idea giusta e della tragedia e dei mezzi per porvi fine: i palestinesi sparano sulle città, in altre parole sui civili (e questo, in diritto internazionale, si chiama «crimine di guerra»); gli israeliani prendono come bersaglio obiettivi militari e, senza volerlo, provocano terribili danni civili (e questo, nel linguaggio della guerra, ha un nome: «danni collaterali» che, se pur orrendo, rimanda a una vera dissimmetria strategica e morale).

5) Poiché bisogna mettere i puntini sulle i, ricordiamo ancora un fatto al quale stranamente la stampa francese non ha dato risalto e di cui non conosco alcun precedente, in nessun'altra guerra, da parte di nessun altro esercito: le unità de Tsahal, durante l'offensiva aerea, hanno sistematicamente telefonato (la stampa anglosassone parla di 100.000 chiamate) ai cittadini di Gaza che vivono nei pressi di un bersaglio militare per invitarli ad andarsene. Che questo non cambi nulla rispetto alla disperazione delle famiglie, alle vite stroncate, alla carneficina, è evidente; ma che le cose si svolgano così non è, tuttavia, un dettaglio totalmente privo di senso.

6) Infine, quanto al famoso blocco integrale, imposto a un popolo affamato, che manca di tutto e precipitato in una crisi umanitaria senza precedenti (sic), di fatto non è proprio così: i convogli umanitari non hanno mai smesso di transitare, fino all'inizio dell'offensiva terrestre, per il punto di passaggio Kerem Shalom; solamente nella giornata del 2 gennaio, 90 camion di viveri e di medicinali hanno potuto, secondo il New York Times, entrare nel territorio. Tengo a ricordare (infatti, è inutile dirlo, anche se, secondo alcuni, sia meglio dirlo…) che gli ospedali israeliani continuano, nel momento in cui scrivo, ad accogliere e curare, tutti i giorni, i feriti palestinesi. Speriamo che i combattimenti cessino al più presto. E speriamo che al più presto i commentatori tornino in sé. Allora scopriranno che sono tanti gli errori commessi da Israele negli anni (occasioni mancate, lungo diniego della rivendicazione nazionale palestinese, unilateralismo), ma che i peggiori nemici dei palestinesi sono quei dirigenti estremisti che non hanno mai voluto la pace, mai voluto uno Stato e hanno concepito il proprio popolo solo come strumento e ostaggio (immagine sinistra di Khaled Mechaal il quale, il 27 dicembre, mentre si precisava l'imminenza della risposta israeliana tanto desiderata, non sapeva far altro che esortare la propria «nazione» a «offrire il sangue di altri martiri», e questo lo faceva dal suo confortevole esilio, ben nascosto, a Damasco). Oggi, delle due l'una. O i Fratelli musulmani di Gaza ristabiliscono la tregua che hanno rotto e dichiarano caduca una Carta fondata sul puro rifiuto dell'«Identità sionista», raggiungendo il vasto partito del compromesso che, Dio sia lodato, non smette di progredire nella regione, e allora la pace si farà. Oppure si ostinano a vedere nella sofferenza dei loro compagni solo un buon carburante per le loro passioni riacutizzate, il loro odio folle, nichilista, senza parole, e allora bisognerà liberare non solo Israele, ma i palestinesi, dall'oscura influenza di Hamas.




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POLITICA
8 gennaio 2009
Con i rom si ragiona a chili
Con i rom funziona così, si ragiona a chili, mettendo insieme strategie legate all'efficacia degli slogan. Qualcuno a un certo punto sospetterà che dietro a quei volti si nascondano delle persone, ma sarà troppo tardi e saremo per l'ennesima volta di fronte a un'occasione sprecata.

Adesso Alemanno, dopo aver compiuto una spettacolare ascesa fondata tra l'altro sulla criminalizzazione dei rom, si trova ad adottare un piano sostanzialmente identico a quello pensato dalla giunta Veltroni e basato sui maxi-campi fuori dal raccordo anulare, completamente sradicati dal tessuto cittadino e sorvegliati. Una soluzione pessima e neanche troppo originale.

Se non ci sarà un imprevedibile colpo di scena, al prefetto non resterà che piegare su aree interne al comune di Roma, e qui subentra il piano del generale Mario Mori, capo dell´ufficio sicurezza del Campidoglio, che sostanzialmente ricalca quello dell´ex sindaco Walter Veltroni

"Il modello sarà Castelromano...", un campo che visto dall'alto appare così...


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POLITICA
8 gennaio 2009
Evidentemente sì
E' così difficile esprimere queste posizioni, che sono le posizioni sensate di una sinistra liberale e agonizzante di un paese mezzo morto?

E' così difficile pensare ad un partito che parta dalle proposte di Pietro Ichino e Tito Boeri e lanci una grande campagna per la riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali? E' così difficile fare del Pd un luogo in cui figure come quelle di Soru, con le sue battaglie per la difesa del territorio e della sua dignità, si sentano a proprio agio? E' così difficile immaginare un partito che discuta e prenda in seria considerazione, così ci auguriamo in tantissimi, la proposta di Ignazio Marino per il testamento biologico? E' così difficile pensare ad un partito che raccolga la sfida della qualità dell'ambiente e dell'innovazione, dando una scossa di energia pulita e rinnovabile al nostro paese? E' così difficile credere in un partito che faccia propria una proposta politica che finalmente interpreti i cambiamenti a cui stiamo assistendo, dai nuovi poveri ai nuovi 'italiani', che hanno trasformato profondamente la nostra società?

Evidentemente sì, evidentemente è difficile... e potrà volerci ancora tutta una vita o forse meno, ma in qualche modo si farà, perchè è l'unica via di uscita.


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SOCIETA'
8 gennaio 2009
Trappole mediatiche
Notava giustamente Gilioli il diverso trattamento di due stupri, che a seconda della stagione hanno trovato un peso mediatico completamente diverso. Li chiama gli "stupri a targhe alterne". Ve lo ricordate la stupro avvenuto a La Storta, periferia di Roma? Era il periodo dell'emergenza sicurezza e ha aperto i telegiornali, facendo da apripista per una lunga stagione di terrore. A capodanno in una festa nella Nuova Fiera di Roma c'è stato uno stupro ed è naturalmente scivolato tra le notizie di cronaca. Vi sembrano tragedie molto diverse?

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POLITICA
8 gennaio 2009
Pensieri alti
Tanto per esprimere un pensiero profondo, argomentato, la prossima volta potrebbero scrivere "Guerra brutta" o "Berlusconi cattivo".

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POLITICA
7 gennaio 2009
La politica secondo Soru

La politica deve essere mediazione, non compromesso. Ma mediazione alta, con uno sguardo lungo, pensando agli altri e al futuro. Diceva Vittorio Foa: ‘pensate agli altri oltre che a voi stessi, pensate al futuro oltre che al presente’. Ognuno di noi dovrebbe seguire il proprio percorso personale, ma dentro un percorso collettivo. Se facciamo questo, faremo gli imprenditori senza inquinare, i costruttori senza consumare il territorio, i cittadini senza sprecare troppo.


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POLITICA
5 gennaio 2009
Emergenze che si ripetono
Aperte le stazioni della metro a Roma per i clochard e bla bla bla.

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POLITICA
5 gennaio 2009
Giocare sull'equivoco: la retorica delle espulsioni
Ognuno gioisce di quello che gli pare: per quanto mi riguarda non trovo nessun motivo di gioia nel numero di espulsioni... Ci vedo solo la retorica di chi non è capace di progettare l'unico futuro possibile, nel quale sia l'integrazione a promuovere il benessere del nostro paese. Solo retorica insomma, un modo per cercare un capro espiatorio e per alimentare il grado medio di ignoranza. Sinistra e destra non c'entrano: è in questione un uso lucido della ragione.

I manifesti che riempiono la Roma di Alemanno giocano su un equivoco di fondo: è importante precisare che molte delle 6216 persone "espulse" sono tuttora in Italia. Il provvedimento di "espulsione" non coincide con il provvedimento di rimpatrio (per il quale i dati nazionali del 2008 forniti dal Viminale parlano di un totale di 1199 rimpatri effettuati). 

Se provassimo ad entrare nel dettaglio del dato strombazzato dai manifesti, quella che emerge è una realtà più complessa, che riguarda il numero di pratiche analizzate dall'Ufficio Immigrazione di Roma.

Fino a ieri sono stati espulsi 6.216 extracomunitari, 1.026 sono stati arrestati perché non hanno lasciato il nostro Paese, 1.304 sono stati accompagnati alla frontiera e 1.197 trattenuti a Ponte Galeria. I provvedimenti hanno riguardato anche i comunitari, soprattutto romeni: emessi 1.032 decreti di allontanamento per motivi imperativi di pubblica sicurezza. Le pratiche hanno riguardato anche i regolari. E sono: rilasciati 100 mila permessi di soggiorno, lavorate 13.861 istanze di lavoro subordinato, 600 per lavoro autonomo, 5.503 istanze di ricongiungimento familiare, istruiti 2.333 riconoscimenti della cittadinanza italiana. Diciottomila persone hanno chiesto asilo politico (da Somalia, Etiopia, Eritrea, Sudan, Afghanistan, Costa d'Avorio, Guinea, Togo, Bangladesh). 

Non sarebbe stato meglio riempire la città con lo slogan "100.000 permessi di soggiorno nel 2008. Roma Riparte"?


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POLITICA
5 gennaio 2009
La guerra senza mediazioni


Grazie al Primocerchio ho trovato questo album nel quale la guerra è raccontata senza parole, senza mediazioni: solo una serie di immagini nude, senza troppe pretese, con le quali ognuno potrà farsi l'idea che crede. La rete è anche questo.

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POLITICA
5 gennaio 2009
L'unico futuro possibile
Un ragionamento lucido su immigrazione e sviluppo uscito sull'Unità di qualche giorno fa, da tenere da parte.

Abbiamo bisogno di più immigrati, non di meno. Dobbiamo smettere di costruire improbabili muri e, piuttosto, organizzare meglio le porte. Non è questo un appello naïf in favore di una società multietnica che eroda le fondamenta della nostra ottima civiltà giudaico-cristiana. Al contrario, è l’auspicio che il paese che tanto ci sta a cuore sia capace di riscoprire le proprie tradizioni e godere delle saggezze che gli altri popoli portano da noi.

Già oggi, senza i lavoratori immigrati, si fermerebbero molte aziende del nord e la nostra agricoltura smetterebbe di funzionare. Saremmo entrati in recessione da tempo, ci spiegava il Sole 24 Ore nel 2006, senza il lavoro di chi non è nato in Italia. Oggi la situazione sarebbe ancora più grave. Per tacere delle nostre case, che sarebbero disperate senza l’aiuto domestico delle lavoratrici che curano i nostri anziani. Persone irresponsabili, che oggi hanno alte responsabilità pubbliche, lucrano facili dividendi elettorali scaricando responsabilità tutte italiche – il declino economico e culturale che getta le persone nell’insicurezza esistenziale – proprio su chi ci sta aiutando a non sprofondare definitivamente. Questa sì, è una questione morale. Decenza vorrebbe che si introducesse una politica e una narrativa dell’Italia nuova, che va avanti, tutta assieme, grazie al contributo che le arriva da fuori. Come si fa con l’acqua, bisognerebbe indirizzare meglio questo flusso, spiega in un recente saggio Rima Al-Azar. Flusso che non va vissuto o, peggio, raccontato come un pericolo, ma come un’occasione per la nostra terra inaridita. Mossi dall’interesse dunque, dovremmo aprire le porte a studenti, scienziati, medici, ingegneri. Importare cervelli, capitale umano, creatività, talento. Voglia di fare impresa, come direbbe il nostro Presidente del Consiglio. Non per arricchirci dentro, ma per arricchirci fuori.


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3 gennaio 2009
Il calendario... del binario


Il calendario di quest'anno realizzato per Shaker dal laboratorio di disegno del Centro Diurno "Binario 95" è fatto di alberi e parole rare, messe insieme con la pazienza di chi vuole augurarci un anno fantastico!

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1 gennaio 2009
Progetti



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CULTURA
30 dicembre 2008
Perfetta


The Roma Journeys, il resto è qui. (via m@moo)



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SOCIETA'
30 dicembre 2008
Etikea
Evidentemente non sono il solo ad essere convinto che non basta fare una pubblicità etica per dimostrare di avere comportamenti corretti, onde per cui all'Ikea di Roma i dipendenti sono in sciopero.

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SOCIETA'
28 dicembre 2008
Magie natalizie per i senzatetto
In questi giorni si fa un gran parlare di senzatetto: è Natale. Vuoi per la somiglianza dei barboni con Babbo Natale, vuoi perchè il freddo che noi incontriamo di giorno ci fa pensare a chi in quel freddo ci dorme la notte. Quest'anno ci si è messa l'ennesima tragedia, neppure tanto casuale, della baracca che ha preso fuoco a Castelfusano, nella quale sono morte madre e figlia. Ora in molti scopriranno che Castelfusano esiste, una pineta che nasconde una baraccopoli nella quale in pochi avevano il coraggio di entrare: una sorta di buco nero ignorato dagli amministratori, i quali adesso saranno costretti ad occuparsi di quelle situazioni estreme.
Manca ovviamente qualsiasi continuità: i titoli dei giornali non danno alcuna speranza di affrontare la realtà in modo organico e coerente. Quelli che vivono per strada lo sanno e quando si parla di loro sanno che presto passerà: bisogna solo avere qualche giorno di pazienza. Il tempo che i media spengano i riflettori e tutto tornerà come prima.

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28 dicembre 2008
La comicità che paga
Un post di Valerio Pieroni per capire come la politica possa essere il marketing dei comici.



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28 dicembre 2008
Cose che non cambiano


Un altro Natale è passato. Si cominciano così i post dopo Natale. Va bene che i palestinesi non hanno il Natale e nemmeno gli israeliani ce l'hanno, ma era proprio necessario fare finta che non è Natale per nessuno e riempirsi di bombe e di morti? Proprio come nei peggiori giorni qualunque, mi viene da pensare, e forse stavolta non mi sbaglio.



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28 dicembre 2008
Cose che cambiano
Purtroppo Aldo, Giovanni e Giacomo non fanno più ridere.



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POLITICA
27 dicembre 2008
Il fallimento del censimento
Non ho intenzione di commentare in alcun modo le affermazioni di Alemanno a proposito del fallimento del censimento dei nomadi (oggi il Messaggero di Roma apriva con "Il sindaco: fallito il censimento"). Nella maniera più assoluta, non ho alcuna intenzione di dire che pure un deficiente avrebbe potuto prevedere l'esito: lo penso, ma me lo tengo per me. Perchè in realtà quella propaganda razzista i risultati li ha avuti e sono nel rogo di Ponticelli, nelle convinzioni della società, nel veleno che una volta sparso resta nella terra per un sacco di tempo... e noi ai voglia a parlarci addosso.

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18 dicembre 2008
Ci si vede, presto
Mi prendo qualche giorno di vacanza. Intanto auguri agli affezionati e ai passanti casuali...

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