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POLITICA
12 gennaio 2009
La "tassa sul negro"
Dobbiamo dare visibilità anche qui alla stupidaggine della tassa sugli immigrati? In realtà quella tassa già c'è: alla Lega non interessa tanto che i suoi provvedimenti vadano in porto, l'obiettivo è far parlare di sè, aumentare il consenso su un approccio barbarico al problema, guadagnare ancora voti per le prossime elezioni: si chiama demagogia e non porta lontano.

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SOCIETA'
12 gennaio 2009
Cadere alle porte dell'Europa


Al di là di quello che appare dalle cronache televisive, sono molti coloro che nella speranza di riuscire ad entrare in Europa ci lasciano le penne. Almeno a me sembrano molte le 1235 vittime del 2008 rilevate da Fortress Europe, più della metà in Sicilia.

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POLITICA
5 gennaio 2009
Giocare sull'equivoco: la retorica delle espulsioni
Ognuno gioisce di quello che gli pare: per quanto mi riguarda non trovo nessun motivo di gioia nel numero di espulsioni... Ci vedo solo la retorica di chi non è capace di progettare l'unico futuro possibile, nel quale sia l'integrazione a promuovere il benessere del nostro paese. Solo retorica insomma, un modo per cercare un capro espiatorio e per alimentare il grado medio di ignoranza. Sinistra e destra non c'entrano: è in questione un uso lucido della ragione.

I manifesti che riempiono la Roma di Alemanno giocano su un equivoco di fondo: è importante precisare che molte delle 6216 persone "espulse" sono tuttora in Italia. Il provvedimento di "espulsione" non coincide con il provvedimento di rimpatrio (per il quale i dati nazionali del 2008 forniti dal Viminale parlano di un totale di 1199 rimpatri effettuati). 

Se provassimo ad entrare nel dettaglio del dato strombazzato dai manifesti, quella che emerge è una realtà più complessa, che riguarda il numero di pratiche analizzate dall'Ufficio Immigrazione di Roma.

Fino a ieri sono stati espulsi 6.216 extracomunitari, 1.026 sono stati arrestati perché non hanno lasciato il nostro Paese, 1.304 sono stati accompagnati alla frontiera e 1.197 trattenuti a Ponte Galeria. I provvedimenti hanno riguardato anche i comunitari, soprattutto romeni: emessi 1.032 decreti di allontanamento per motivi imperativi di pubblica sicurezza. Le pratiche hanno riguardato anche i regolari. E sono: rilasciati 100 mila permessi di soggiorno, lavorate 13.861 istanze di lavoro subordinato, 600 per lavoro autonomo, 5.503 istanze di ricongiungimento familiare, istruiti 2.333 riconoscimenti della cittadinanza italiana. Diciottomila persone hanno chiesto asilo politico (da Somalia, Etiopia, Eritrea, Sudan, Afghanistan, Costa d'Avorio, Guinea, Togo, Bangladesh). 

Non sarebbe stato meglio riempire la città con lo slogan "100.000 permessi di soggiorno nel 2008. Roma Riparte"?


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POLITICA
5 gennaio 2009
L'unico futuro possibile
Un ragionamento lucido su immigrazione e sviluppo uscito sull'Unità di qualche giorno fa, da tenere da parte.

Abbiamo bisogno di più immigrati, non di meno. Dobbiamo smettere di costruire improbabili muri e, piuttosto, organizzare meglio le porte. Non è questo un appello naïf in favore di una società multietnica che eroda le fondamenta della nostra ottima civiltà giudaico-cristiana. Al contrario, è l’auspicio che il paese che tanto ci sta a cuore sia capace di riscoprire le proprie tradizioni e godere delle saggezze che gli altri popoli portano da noi.

Già oggi, senza i lavoratori immigrati, si fermerebbero molte aziende del nord e la nostra agricoltura smetterebbe di funzionare. Saremmo entrati in recessione da tempo, ci spiegava il Sole 24 Ore nel 2006, senza il lavoro di chi non è nato in Italia. Oggi la situazione sarebbe ancora più grave. Per tacere delle nostre case, che sarebbero disperate senza l’aiuto domestico delle lavoratrici che curano i nostri anziani. Persone irresponsabili, che oggi hanno alte responsabilità pubbliche, lucrano facili dividendi elettorali scaricando responsabilità tutte italiche – il declino economico e culturale che getta le persone nell’insicurezza esistenziale – proprio su chi ci sta aiutando a non sprofondare definitivamente. Questa sì, è una questione morale. Decenza vorrebbe che si introducesse una politica e una narrativa dell’Italia nuova, che va avanti, tutta assieme, grazie al contributo che le arriva da fuori. Come si fa con l’acqua, bisognerebbe indirizzare meglio questo flusso, spiega in un recente saggio Rima Al-Azar. Flusso che non va vissuto o, peggio, raccontato come un pericolo, ma come un’occasione per la nostra terra inaridita. Mossi dall’interesse dunque, dovremmo aprire le porte a studenti, scienziati, medici, ingegneri. Importare cervelli, capitale umano, creatività, talento. Voglia di fare impresa, come direbbe il nostro Presidente del Consiglio. Non per arricchirci dentro, ma per arricchirci fuori.


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POLITICA
17 dicembre 2008
Protestare contro il pacchetto sicurezza
Domani - 18 dicembre - di fronte a Montecitorio (largo Chigi - Colonna) abbiamo l'occasione di protestare contro il pacchetto sicurezza (il ddl della vergogna), il coperchio sotto il quale si colpiscono i diritti dei migranti con il pretesto di combattere la criminalità.

Quello di contrastare la criminalità è solo un pretesto, perchè nel pacchetto sicurezza si colpiscono i diritti di tutti gli immigrati (e non solo). Parlare di questi temi, oggi, non è affatto semplice, perchè intorno si è costruita una cortina di criminalizzazione che affonda le sue basi in una cultura del rifiuto della diversità. La questione non è semplice anche perchè il pacchetto sicurezza mette in un certo senso in discussione le fondamenta che credevamo assodate in merito ai diritti garantiti dalla Costituzione.

Più volte siamo tornati sulla grave minaccia che rappresenta per il diritto alla salute l'obbligo di denuncia degli immigrati irregolari che richiedono le cure. Altrettanto dicasi per l'istituzione del reato di immigrazione clandestina, che trasforma una irregolarità amministrativa in un reato penale: un tema che meriterebbe una lunga riflessione sui temi della libertà personale e che non può di certo lasciarci indifferenti. Non voglio fare la rassegna di tutti i provvedimenti, perchè è sufficiente constatare che essi sono espressione di una cultura che considera la riscrittura delle regole sull'immigrazione esclusivamente una questione di sicurezza, un filtro che a mio avviso distorce totalmente i termini del problema.

Non possono esserci indifferenti i diritti di chi ci sta accanto, perchè essi hanno inevitabilmente a che fare con i nostri diritti.

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POLITICA
14 dicembre 2008
Si aprono i flussi
Da domani, 15 dicembre, si aprono le porte per 150mila lavoratori extracomunitari, 20mila in meno rispetto allo scorso anno. Il Decreto Flussi 2008 ripesca anche le domande già presentate in precedenza e limita i "ricongiungimenti mascherati", fissando il requisito del possesso (o almeno della richiesta) della Carta di Soggiorno per i datori di lavoro extracomunitari. Altre informazioni sulle pagine preziose di Metropoli.

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SOCIETA'
8 dicembre 2008
Sopravvivere al pacchetto
Un vademecum per affrontare il Pacchetto Sicurezza e - magari - sopravvivere.

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POLITICA
29 novembre 2008
OVVIE ESCLUSIONI
Ovviamente gli immigrati, anche quelli che pagano i contributi, anche quelli che non delinquono, non rubano e non fanno paura ai nostri bambini, sono esclusi dai benefici della social card.

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SOCIETA'
25 novembre 2008
STESSA EMORRAGIA


La campagna della CGIL contro il razzismo esordisce con questo manifesto. Spero riesca a scongiurare la guerra tra poveri che la crisi può innescare (o dite che è già troppo tardi?)

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POLITICA
20 novembre 2008
LA CURA DELLA CAMERA
La controfigura di Fini ha dichiarato che vanno riviste le norme sulla cittadinanza

I figli degli immigrati devono poter ricevere tutti gli strumenti per preparare il loro futuro di italiani a prescindere dal colore della pelle o dalla religione, non dovranno mai sentirsi cittadini di serie B.


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POLITICA
20 novembre 2008
NEPPURE LA CHIESA
"Così si rende più difficile la vita di chi è in difficoltà". Parola di Famiglia Cristiana, che nell'editoriale ragiona sulle pesanti e inutili misure che colpiscono immigrati e senza fissa dimora.
POLITICA
20 novembre 2008
I medici si ribellano: "Non denunceremo i clandestini ammalati"
I medici non ci stanno a collaborare con una misura che mette in discussione il diritto alla salute e si ribellano all'obbligo di denuncia per i clandestini. Dopo che anche il ministro Sacconi si è detto favorevole alla proposta della Lega, i medici hanno preso posizione dicendo che non denunceranno gli irregolari che chiedono di essere curati (qui l'articolo di Repubblica).

I medici non ci stanno e sembrano intenzionati a non voler essere trasformati in medici-poliziotto, facendo ricorso innanzitutto all'obiezione di coscienza. L'approvazione dell'emendamento leghista sarebbe comunque molto pericoloso, perchè terrebbe lontani gli irregolari dalle strutture sanitarie, con rischi enormi per loro salute e per la salute della collettività.

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CULTURA
20 novembre 2008
L'IMMIGRAZIONE TELEVISIVA


Cota (della Lega) ha illustrato a Otto e mezzo i provvedimenti sull'immigrazione contenuti nel "pacchetto sicurezza", dimostrando una conoscenza sommaria del fenomeno o comunque un implacabile disumanità.

Tra i passaggi più interessanti:
- la spiegazione di come si immagina che debba funzionare l'obbligo di denuncia per gli immigrati irregolari che si rivolgono al medico;
- la smentita di ogni legittimazione europea per l'introduzione del reato penale di immigrazione clandestina;
- la mirabolante accusa di Cota alla Caritas di occuparsi solo degli stranieri, trascurando l'assistenza agli italiani.

L'impressione è che ci ritroviamo con la fantascienza al potere, o che comunque questa gente pensi che sia sufficiente tradurre in politichese le chiacchiere da bar per governare il nostro paese.

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POLITICA
20 novembre 2008
L'ABBANDONO DELL'IMMIGRAZIONE
E’ in votazione in aula il "pacchetto sicurezza", in cui in realtà alla maniera della destra si affrontano immigrazione e problemi sociali (nei giorni scorsi ci eravamo occupati della schedatura dei clochard e dei medici-poliziotto). A naso, mi sembra che il PD faccia finta di niente, cercando insomma di non mettersi troppo di traverso nell’approvazione di provvedimenti indegni ma popolari in tempo di crisi.

Vista la quantità di tempo e di energie spese per la “scottante” vicenda della Commissione di Vigilanza, era legittimo aspettarsi qualcosa in più.

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SOCIETA'
10 novembre 2008
LA LINEA DI RESISTENZA
Non è tanto, ma è qualcosa: l'emendamento che avrebbe negato il diritto alla salute per gli immigrati irregolari, riducendoli in condizione di clandestinità sanitaria, non è stato approvato. Fossi in voi ringrazierei chi presidia questi labili confini, di salute e di civiltà. Per esempio la SIMM.

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POLITICA
30 ottobre 2008
UN SACCONE DI IMMIGRAZIONE... E DI FISCHI


Stamattina è stato presentato il dossier Immigrazione della Caritas. Un po' di informazioni le trovate in questo articolo. Appena finisco di leggerlo vi racconto il resto...

Intanto ci sono testimoni sbigottiti per l'intervento del ministro Sacconi durante la presentazione, sull'orlo dell'incredibile. Il ministro si è presentato davanti a una platea di esperti sciorinando una lunga lista di pregiudizi e di fatterelli che neanche al bar avevo mai sentito: meritatamente è stato sommerso dai fischi.

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